giovedì 26 gennaio 2023

TINISSIMA di Elena Poniatowska

Una donna dalle mille sfaccettature, dalla cui vita confluiscono altre vite, perché Tina Modotti – nata a Udine nel 1896, per poi spostarsi in Austria, negli Stati Uniti e poi in Messico – fu modella, attrice, fotografa di indagine e denuncia sociale, militante comunista messicana, fino a essere accusata ingiustamente e arrestata come terrorista, spia e assassina.

Tina Modotti si trasferisce prima negli Stati Uniti e poi in Messico, dove sviluppa il suo talento per la fotografia e intraprende la militanza politica. Frequenta artisti, scrittori e attivisti, tra i quali Diego Rivera, Frida Kahlo, Edward Weston, Vittorio Vidali e il cubano Julio Antonio Mella. E proprio dalla storia d'amore con Mella prende le mosse l'appassionato romanzo biografico che Elena Poniatowska, scrittrice e giornalista messicana,  dedica a Tina, dopo dieci anni di ricerche.

Connessioni: https://www.youtube.com/watch?v=mwNBa40y2oA




lunedì 9 gennaio 2023

UN NATALE

Sono stati giorni pieni di luci, bianche, dorate; di scatoline decorate di rosso con alberi di aghi verdi e palline dai colori caldi di fuoco. Giorni trascorsi a degustare cibi appetitosi, simboli di una tradizione che ci riporta all'infanzia, o ancora oltre, alle origini, a un nucleo, un centro dentro di noi che sussulta quando queste succulenti pietanze trovano, diffondendosi attraverso le papille gustative, un piacere profondo e libero.

Sono stati, tuttavia, anche giorni di riflessione, di contatto con me stessa, che spesso il tempo convulso della realtà fluida che viviamo non mi consente. 

E' incredibile come oggi sia una giornata senza vento, con il cielo grigio, piatto, sopra di me, testimone di narrazioni oniriche del mio essere. 

Ci sono voluti molti, molti anni per capirlo, il Natale.

Quell'essenza autentica, vera nostalgica, era il Natale a via Giulia con i miei nonni, rievocata dal sapore degli struffoli e dall'odore di un camino. 

Era il Natale. Quello per eccellenza. Quello favoloso. Quello che mi riscaldava e mi faceva sentire parte di una famiglia che mi amava.

E' il Natale che dentro me rievoco sempre, a cui ritorno tutte le volte che mi sento una donna che cammina isolata, nella ricerca di quella famiglia, che già sfuma realmente e che tuttavia continua a inseguire, tenace e ostinata; una famiglia che ora non si fa più prendere, lasciando il posto a un nuovo futuro libero e audace, per quella donna che


, intrappolata nella nostalgia, ancora non sa goderne.

venerdì 30 dicembre 2022

LE SORELLE CHANEL di Judithe Little

Coco Chanel, pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel, è stata una celebre stilista francese, capace con la sua opera di rivoluzionare il concetto di femminilità e di imporsi come figura fondamentale del fashion design e della cultura popolare del XX secolo. 

Ha fondato la casa di moda che porta il suo nome, Chanel.

Il romanzo di J. Little ricostruisce la storia delle sorelle Chanel, diverse, ma legate dallo stesso amore per un originale e nuovo modo di pensare agli abiti: l'amore per la semplicità e il profumo di pulito; l'attenzione per la cura artigianale, le cuciture impeccabili. 

Il narratore, attraverso la voce della sorella Antoinette, ci trasporta nella mente e nell'anima di una donna che prima ancora di essere una delle più grandi icone della moda, è stata


una donna rivoluzionaria e anticonformista.


Connessioni: https://www.youtube.com/watch?v=vaXNdVTGT0k



martedì 18 ottobre 2022

LA REGINA SCALZA di Ildefonso Falcones


Il coraggio delle donne è il modo più affascinante che io conosca per raccontare la Storia”. Partendo da questa frase, Ildefonso Falcones, costruisce una trama al cui centro vi è la storia di amicizia e solidarietà tra due indimenticabili figure femminili.

Siviglia, gennaio 1748. Una giovane nera giunge in Andalusia, lasciandosi, suo malgrado, alle spalle un passato di schiavitù e di umiliazioni. Il suo nome è Caridad e viene da Cuba. Accolta a Triana (Siviglia) tra il popolo gitano, conosce Milagros e tra le due nascerà un'amicizia profonda.

Nel romanzo corale La regina scalza i protagonisti sono gli umiliati e gli offesi della storia immortalati in un momento preciso del XXVIII Secolo, l’epoca in cui “i lumi della ragione cercavano di farsi strada fra le tenebre dell’ignoranza”.

Alla fine del romanzo è lo stesso scrittore che ci ricorda che la comunità gitana non possiede tradizioni scritte ma che

“ha contribuito come nessun’altra a lasciare un’arte, il flamenco, oggi dichiarata dall’Unesco Patrimonio Immateriale dell’Umanità”.

Uno dei miei romanzi preferiti, nel quale lo scrittore percorre la strada del romanzo storico o meglio a sfondo storico, proponendo una ricostruzione delle vicissitudini del popolo Gitano insediatosi in Andalusia nel XVIII secolo. 

Connessioni: https://www.youtube.com/watch?v=_iROw0vot8w


venerdì 16 settembre 2022

Trase 'e sicco e se mette 'e chiatto

Camminavo per Viale Giotto.

Una mattinata umida di Settembre. Roma si era vestita con i suoi abiti di popolana, anziana signora seduta comodamente ad ascoltare i suoni della strada e il tramestio delle sue case popolari fatte di pietre rosse, e con lo sguardo proteso verso la Piramide di Caio Cestio. 

Mi piace passeggiare lì perché mi sembra che nel cuore di Roma viva il popolo con quella sua spontaneità nutrita di creativa sopravvivenza e quel senso di vivere alla giornata, che tanto sa di un passato ormai concluso e di una umanità che così non sa esistere più.

Ripenso alla mia famiglia di origine, alla saggezza dei miei nonni, a cui la strada fu maestra e a mia madre che di quell'apprendimento intuitivo ne fece la guida della sua vita.

Quando ero bambina mia madre mi insegnava i proverbi napoletani. Spesso accadeva in ascensore, ovvero quando rientravamo a casa per la pausa pranzo dal lavoro del negozio. Ricordo che li gettava lì, in campo, e a me si aprivano finestre su universi immaginati reali e fantasiosi, che evocavano quelle parole scandite in un dialetto melodico e sibillino. A esso seguiva la traduzione in lingua italiana, fatta da mia mamma stessa; ma fino ai miei 4 anni circa, perché poi non ce ne fu più bisogno, perché lei sapeva bene che quel dialetto era diventata per me un'altra lingua, che io oramai riuscivo bene a tradurre ma che assolutamente mi rifiutavo di pronunciare (ma questa è un'altra storia, di cui parlerò più in là). 

Trasi 'e sicco e se mette 'e chiatto racchiude la descrizione di piccoli meccanismi chiave della vita vissuta. In italiano significa letteralmente "ti proponi con un apparente garbo, che in realtà rivela un'intenzione di prepotenza". Mi madre lo usava molto, perché è un proverbio che fa leva su un buon senso di relazione, che lei esperiva quotidianamente nel suo negozio, che era spazio di confronto sociale. Questo era l'apprendimento intuitivo di mia madre, che si nutriva di scintille di lungimiranza e di acuta intelligenza. 

C'è una misteriosa elezione che io ho per questo suono dialettale, in quanto era usato correntemente nel nostro privato familiare, in particolare dai miei nonni, che riproponevano una speciale interpretazione. Tutto questo ha creato un mondo di conforto magico a tutta la mia infanzia.