giovedì 1 giugno 2023

I libri e la ricerca di me

Mi piacciono molto i libri e sono, fin da bambina, una appassionata lettrice.

Sono affascinata dalla luce che i libri emanano, in quanto dispensatori di radiosa conoscenza, attraverso la bellezza stilistica che sprigionano dall'uso preciso e raffinato della sintassi e del lessico. Sono innamorata dei libri, perché raccontano storie, trasportando il quotidiano da un mondo ordinario in una dimensione universale. 

Nel corso degli anni, leggendo diversi tipologie di libri - dai romanzi alla saggistica, dai libri scolastici ai libri di ricerca e approfondimento - sempre più si è fatta strada in me la convinzione che ognuno di essi, unico nella sua particolarità, parlasse un poco anche di me, della mia ricerca interiore, del mio percorso cognitivo, della mia esistenza nel mondo. A poco a poco, nei personaggi, nei luoghi e nel tempo di quelle storie ho visto proiettata me stessa e ho preso qualcosa di loro per me, inaugurando un  legame reale e immaginario che tenesse in comunicazione il dentro e il fuori, l'immobilità e il cambiamento, l'eterna finzione e l'essere quotidiano. 

Nel mio lavoro di docente privato e di counselor a mediazione artistica, il libro è uno dei mezzi espressivi centrali della mia ricerca, perché nella relazione con l'altro essi hanno il dono di comunicare  attraverso parole comprensibili,


secondo il  vissuto e la  storia che ognuno di noi può leggervi dentro. 

giovedì 11 maggio 2023

giovedì 4 maggio 2023

DONNE CHE CORRONO CON I LUPI di Clarissa Pinkola Estes

Comprai Donne che corrono con i lupi qualche anno fa, consigliatomi durante una lezione di un Master. Ne lessi qualche pagina e poi lo riposi: la lettura mi stancava e quasi, mentre lo leggevo, mi sembrava di girare intorno me stessa senza trovare una destinazione o un centro. 

Scorrendo i testi nella mia libreria personale, circa un mese fa, mi imbattei nel suddetto volume. Lo presi e ne cominciai la lettura, immergendomi, giorno dopo giorno, all'interno delle fiabe, delle tradizioni e dei miti raccontati. Ha avuto inizio un viaggio all'interno della mia consapevolezza, del mio essere donna, alla ricerca delle mie origini, della mia memoria, che quelle storie avevano evocato e risvegliato.

Clarissa Pinkola Estés, psicanalista junghiana nonché maestra indiscussa nella ricerca della felicità, fonda una psicanalisi del femminile attorno alla straordinaria intuizione della Donna Selvaggia: una forza psichica potente, istintuale e creatrice, lupa ferina e al contempo materna, ma soffocata da paure, insicurezze e stereotipi.

Un capolavoro di psicologia, spiritualità e poesia.

Connessioni: https://www.youtube.com/watch?v=mwNBa40y2oA



giovedì 27 aprile 2023

IN LIBRERIA

Domenica mattina, in libreria, mi ha investito l'odore inconfondibile dei libri nuovi. E tutto il silenzio dentro me, il caos della strada in un giorno di festa, l'inquietudine e il disagio che spesso mi assalgono, vengono meno, rinchiusi in un angolo nascosto, buio, fuori di me, nell'esatto momento in cui quell'odore di carta stampata penetra attraverso le mie narici e invade tutta me.

Fin da piccola mi sono rifugiata nei libri. Ho pensato, per molto tempo, che fosse una diretta conseguenza  del fatto che amavo, già alle scuole elementari, scrivere. 

Tuttavia, negli ultimi anni, è prevalsa in me la tendenza a credere che questa mia appassionata inclinazione per la lettura fosse una eredità familiare acquisita per via matrilineare attraverso il talento di una famiglia di donne narratrici, tra le quali si sono distinte mia madre e mia nonna. 

Ricordo i primi libri, regali di mio papà: la storia d'amore e di guerra di un soldatino di legno di nome Cappietto o le favole illustrate di Christian Andersen. Ho tanto amato quei libri: li leggevo e quando li terminavo ricominciavo, sempre assorta nella lettura, quasi cercassi in quelle parole qualcosa di diverso e nuovo. E forse è stato proprio questo il segreto della mia passione per la lettura: l'intima consapevolezza che quelle parole immobili sui fogli contenessero segreti inconfessabili e antichi, che avevano il dono di rinnovare, in ogni preciso istante di nuova lettura, la loro essenza, regalandomi un inaspettato significato e insolito punto di vista. 

Ricordo, poi, i pomeriggi trascorsi con mia nonna, a raccontarci, nelle pause dello studio scolastico. E le sue storie, ambientate nel suo paese di origine, quelle delle sue sorelle e dei suoi fratelli, o dei suoi conoscenti. Io rimanevo assorta difronte a quelle narrazioni così piene di avventure, peripezie, lieto fine o finali a sorpresa. Mia nonna mi ammaliava con quel suo cantilenare dalla voce melodiosa, che con autenticità popolare mischiava la lingua italiana al dialetto antico, raccontandomi storie di personaggi eccentrici e affascinanti, che lei arricchiva con descrizioni dettagliate di aspetti fisici e caratteriali. La cosa, poi, che mi incantava era il fatto che, in quelle storie, c'era sempre un insegnamento: e così, da quelle vite ed epoche così lontane mia nonna mi donava  un messaggio vivo e adeguato per me, bambina degli anni Ottanta, che godevo di quelle sue squisite storie, che sostavano a metà strada tra fantasia e realtà. Ancora oggi, le rare volte che mi capita di andare al paesino natale dei miei nonni, ripenso a quei personaggi e mi chiedo se tutti quei volti e quelle persone siano veramente esistiti o se lei, da autentica cantastorie di famiglia, al suo mondo inconscio popolato di maghe, incantesimi e antenati bizzarri fosse riuscita a dare una vita quotidiana reale fatta di passato e presente, di carne, sangue e passioni terrene. 


martedì 18 aprile 2023

La mia casa


La memoria è abitazione di luoghi; partenza e ritorno; strade polverose, orizzonti di montagne, binari che attraversano deserti, viaggio nel tempo della storia dentro di noi. 

Osservare con particolare cura, guardare con occhi diversi dal consueto. Ieri pomeriggio, durante un laboratorio di narrazione autobiografica, ho ricevuto una sollecitazione di scrittura che mi ha fatto emergere emozioni inaspettatamente sopite e riflessioni feconde. Mi è stato chiesto di percorrere le stanze della mia casa e di scrivere le impressioni emerse, le sensazioni provate, quei luoghi della casa che amo di più o quelli che vorrei cambiare.

Percorrendo le stanze, attraverso una sensorialità capace di sviluppare cura e ascolto in grado di scoprire nessi e costruire ponti tra aspetti del reale, è nato un viaggio, che mi ha permesso di percorrere il passato e il presente di una vita, trascorsa in questa che è la casa della mia infanzia e ora della mia adultità. Ricordi fuggevoli e leggeri, lampi di memoria: i miei nonni, i miei cani, i miei genitori; la casa vuota e poi le feste con gli amici, le voci, i volti, quella finestra  che guarda sul cortile interno del palazzo da cui mio nonno si affacciava e che ora ospita le mie orchidee.

Un ricominciare ad ogni istante: la mia casa, un luogo che sa contenere il passaggio di generazioni, di storie attraverso le quali la vita si dispiega, un posto dove si incontrano memoria e futuro: le intuizioni dell'infanzia, la dolcezza della memoria che si arrampica a un universo di nostalgia e desiderio, di affetti familiari e valori archetipici. 

giovedì 13 aprile 2023

IL SILENZIO

Mi chiesero, un giorno, durante un laboratorio di scrittura autobiografica, di dire una parola sul silenzio. Si aprirono, per me, squarci di passato e quel senso di fragile inadeguatezza, che mi assalì in adolescenza e che mi portò a schivare il silenzio, a viverlo come un luogo di esclusione, nel quale vivevo l'esaltazione frustrante di quella mia instabilità interiore.  Il silenzio, a quei tempi, mi imbarazzava, poiché mi rimandava a quella mia incapacità di riuscire a dire qualcosa che fosse all'altezza della situazione.

Oggi, amo il silenzio quando si configura come una pausa, un segno nero sul pentagramma, una sospensione che annuncia qualcos'altro, un abisso da cui risalire, un antro da attraversare, un'isola mitologica su cui riposare. 

Il silenzio ha il suono squillante di una tromba, il sapore dei fiori d'arancio della pastiera, la primavera che fa capolino attraverso un germoglio. Il silenzio irrompe e fa rumore più di una preghiera solenne, tagliente come un rimprovero, dolce come l'accudimento di una mamma premurosa,


portatore di futuro, annunciatore oracolare di una fine che è già inizio.