giovedì 13 aprile 2023

IL SILENZIO

Mi chiesero, un giorno, durante un laboratorio di scrittura autobiografica, di dire una parola sul silenzio. Si aprirono, per me, squarci di passato e quel senso di fragile inadeguatezza, che mi assalì in adolescenza e che mi portò a schivare il silenzio, a viverlo come un luogo di esclusione, nel quale vivevo l'esaltazione frustrante di quella mia instabilità interiore.  Il silenzio, a quei tempi, mi imbarazzava, poiché mi rimandava a quella mia incapacità di riuscire a dire qualcosa che fosse all'altezza della situazione.

Oggi, amo il silenzio quando si configura come una pausa, un segno nero sul pentagramma, una sospensione che annuncia qualcos'altro, un abisso da cui risalire, un antro da attraversare, un'isola mitologica su cui riposare. 

Il silenzio ha il suono squillante di una tromba, il sapore dei fiori d'arancio della pastiera, la primavera che fa capolino attraverso un germoglio. Il silenzio irrompe e fa rumore più di una preghiera solenne, tagliente come un rimprovero, dolce come l'accudimento di una mamma premurosa,


portatore di futuro, annunciatore oracolare di una fine che è già inizio. 

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